La separazione dei coniugi: cos'è e come affrontarla

Si parla di separazione personale dei coniugi quando una relazione attraversa un momento di crisi o, in alternativa, ha già raggiunto un livello di intollerabilità tale da determinare la rottura dei legami affettivi, umani ed emotivi tra i partners.

Tecnicamente, è una situazione temporanea con cui si sospendono gli effetti del rapporto matrimoniale in attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio per scinderli totalmente. Infatti, durante il periodo della separazione, vengono meno solo i doveri di coabitazione e di fedeltà che discendono dal matrimonio, ma persistono e rimangono i rapporti umani, la qualità di coniugi, l'obbligo di mantenere, educare e istruire i figli e l'obbligo di assistenza materiale verso il coniuge economicamente più debole.

Può riguardare in modo trasversale qualsiasi tipo di coppia, sposata da poco tempo o da moltissimi anni, una coppia che convive da tempo e ha impostato la propria vita come in un matrimonio ma senza essersi sposata, coppie che hanno scelto di unirsi civilmente, per cui la seprazione è applicabile, seppur con qualche differenza, anche alle cosidette coppie di fatto ed alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

In via generale, la situazione di crisi della coppia può evolversi in una separazione di fatto, in una separazione consensuale e nella separazione giudiziale.

La separazione di fatto

La separazione di fattoQuesto tipo di separazione è definita di fatto perchè si concretizza nel momento in cui uno dei due coniugi o entrambe, interropono effettivamente la vita matrimoniale senza l'intercessione di un provvedimento giudiziale avente valore legale che autorizzi la coppia a vivere separatamente.

La situazione più lampante che determina la separazione di fatto è l' abbandono della casa coniugale da parte di almeno uno dei due coniugi, con un ulteriore ed eventuale accordo di sostegno economico.

In realtà, anche se allo stato dei fatti potrebbe sembrare la modalità più semplice ed economica per realizzare la separazione personale tra i coniugi, va sottolineato che l'abbandono del tetto coniugale può provocare delle conseguenze rilevanti sul piano giuridico e dal punto di vista penale. Infatti, nonostante non sia esplicitamente vietata dall'ordinamento, questo comportamento, spesso attuato in una situazione di fragilità psicologica prima ancora che economica, potrebbe determinare in capo al coniuge che è andato via di casa, l'addebito della responsabilità della separazione nel successivo procedimento giuridico laddove, oltre all'allontanamento volontario consegua la palese violazione degli obblighi di assistenza morale, materiale e di fedeltà.

Oltretutto questa stessa condotta, realizza il reato previsto e sanzionato dal nostro codice penale all'art. 570, che punisce penalmente la “violazione degli obblighi di assistenza familiare” e quindi la condotta di chi, avendo abbandonato il domicilio domestico, sia venuto meno agli obblighi di assistenza discendenti dalla qualità di coniuge.

La separazione di fatto, però statisticamente e materialmente, si concretizza maggiormente quando i coniugi, per ragioni economiche, per il bene degli eventuali figli o più semplicemente per questioni di facciata, decidono di convivere più o meno pacificamente comportandosi però, come due estranei che condividono solo il luogo abitativo.

Ad ogni modo, la separazione di fatto non modifica in alcun modo il vincolo matrimoniale e non è titolo giuridico ai fini della decorrenza dei termini per richiedere ed ottenre il successivo provvedimento di divorzio.

La separazione consensuale

La separazione consensualeLa separazione consensuale è lo strumento che la legge mette a disposizione dei coniugi che intendono separarsi di comune accordo e che perciò stabiliscono insieme le regole della separazione riferendosi anche ai diritti relativi al patrimonio e all'assegnazione della casa coniugale, all'affidamento dell'eventuale prole, all'assegno di mantenimento per il coniuge più debole e per i figli.

L'accordo, che coinvolge tutti gli aspetti riguardanti il matrimonio, viene stipulato in privato con l'assistenza di uno o due avvocati che conducono le trattative e, per divenire efficace, deve essere omologato dal tribunale competente attraverso l'instaurazione di un procedimento che si conclude dopo una udienza formale nella quale compaiono i coniugi personalmente.

È un procedimento preferibile alla separazione giudiziale principalmente perché presenta forme procedurali decisamente più snelle e rapide, ma soprattutto per la minore conflittualità che determina direttamente fra le parti e in merito ai rapporti con gli eventuali figli.

La separazione giudiziale

La separazione giudizialeLa separazione giudiziale è un procedimento incardinato presso il competente tribunale promosso in uno stato di completo disaccordo da uno dei coniugi contro l’altro per porre fine al legame matrimoniale. Attraverso questa procedura si ottiene una sentenza di separazione emessa dal giudice e basata tanto sui fatti riportati dalle parti nei rispettivi atti, quanto da quelli inseriti nel procedimento indipendentemente da esse e volute dall'organo giudicante richiesti, all'occorrenza, per capire se la convivenza è realmente intollerabile oppure se, data l'alta conflittualità della coppia, possono essere arrecati danni alla eventuale prole o al patrimonio.

I coniugi, oltre a comparire personalmente come nella seprazione consensuale, devono partecipare attivamente al procedimento rispondendo agli interrogativi posti dal giudice il quale, per arrivare alla decisione sente le parti, prima separatamente poi congiuntamente, tenta in ogni caso la conciliazione dilatando i tempi del giudizio, può scegliere di sentire gli eventuali figli minori della coppia per valutare la situazione e, infine, emettere la sentenza e tutti i provvedimenti necessari per definire la situazione affettiva, patrimoniale, sull'affidamento dei figli, sui doveri e diritti dei coniugi, sull'obbligo di mantenimento o assegnazione ad uno dei due dell’abitazione coniugale.

Al di là della specifica forma di separazione personale che i coniugi decidano di attuare, va segnalato che gli effetti del procedimento possono venir meno, proprio per il suo carattere transitorio, tramite l'isituto della riconciliazione.

Previsto all'interno del codice civile all'articolo 154, la riconciliazione rappresenta ilsuperamento dello stato di crisi della coppia che attua un comportamento incompatibile con la situazione di separazione.

Specificatamente però, mentre nel caso della separazione di fatto la riconiciliazione è pienamente efficace senza alcuna ulteriore formalità, quando questa interviene durante o a seguito di separazione legale, il legislatore chiede che formalmente ci sia un accertamento giudiziario o in alternativa, i coniugi rilascino congiuntamente una dichiarazione di avvenuta riconciliazione.

Va sottolineato ulteriormente che il realizzarsi della riconciliazione in costanza di procedimento ne determina il decadimento, mentre qualora fosse successiva all'emissione della sentenza, sarà necessario apporre apposita annotazione sugli atti.

In entrambi i casi sarà possibile instaurare un nuovo procedimento di separazione personale dei coniugi, soltanto potendosi riferire a fatti nuovi successivi alla riconciliazione che ha interrotto la precedente.

A cura dell’Avvocato Francesca Tesoro, responsabile del servizio di consulenza legale e del servizio S.O.S. coppie in crisi.