Perché non ci riesco?

Come ci sabotiamo quotidianamente.

Come mai, nonostante le nostre migliori intenzioni, la convinzione, la voglia e il bisogno di ottenere un risultato, poi facciamo il contrario di quello che vorremmo?

Quante volte ci siamo detti frasi del tipo: “Domani mattina mi sveglio un ora prima e vado a correre”, “al il prossimo esame all’università mi organizzerò meglio per studiare”, “devo perdere 5 kg prima dell’estate”, “domani le chiederò finalmente di uscire”, “Voglio smettere di fumare/bere/mangiare di notte/giocare a soldi”…

Sono tutti obbiettivi che poi puntualmente non riusciamo a raggiungere. E per quale motivo? In fondo questi obbiettivi ce li stiamo dando da soli, sono tutti traguardi che vogliamo raggiungere e che non ci sono stati imposti da nessuno. Nessuno ci impone l’obbiettivo ne il tempo o il modo per raggiungerlo… Cioè giochiamo totalmente in casa e allora che succede?

Succede che non siamo mai da soli a giocare, siamo almeno in due nello stesso corpo.

Siamo almeno in due nel nostro corpo

Siamo fatti di diverse parti che discutono tra loro, e che spesso si fanno la guerra. Strano da credere? Vi capita mai di farvi dei discorsi in testa? Di raccontarvi come è andata la giornata, di rimuginare su cosa avreste potuto fare o dire in quell’occasione, o cosa potreste dire o fare se dovesse accadere una certa cosa? E in questi casi chi parla a chi? Una parte di noi ad un’altra parte di noi!

La parte sabotatrice di noi

Ogni persona è formata da molte parti che costituiscono i vari ruoli che abbiamo nella vita: la parte ligia al dovere che va al lavoro tutte le mattine, la parte rabbiosa e ribelle che si prende qualche libertà quando non viene vista, la parte bambina che vuole divertirsi, la parte un po' vittima a cui piace lamentarsi se qualcosa non va. Bhè tra le varie parti ce n’è una che tiene in pugno la nostra vita, la parte sabotatrice. Questa parte ce l’abbiamo più o meno tutti.

Chi non ce l’ha? Chi semplicemente decide di fare una cosa e poi la fa senza rimandare o trovare ostacoli, chi trova sempre possibilità e soluzioni non ostacoli e problemi.

Sicuramente è più facile riconoscere questa parte sabotatrice in chi ci sta intorno, quando notiamo in quali vicoli ciechi si infilano le persone per non cambiare una situazione.

Un passaggio del libro “il Piccolo Principe” quando incontra l’ubriacone ci racconta molto bene questi vicoli ciechi:

"Che cosa fai?" chiese all'ubriacone…
"Bevo" rispose, in tono lugubre, l'ubriacone.
"Perché bevi?" domandò il piccolo principe.
"Per dimenticare", rispose l'ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?" s'informò il piccolo principe che cominciava già a compiangerlo.
"Per dimenticare che ho vergogna", confessò l'ubriacone abbassando la testa.
"Vergogna di che?" insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo.
"Vergogna di bere!" e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo.
Il piccolo principe se ne andò perplesso.

Cosa fare per togliere il controllo all’ “io sabotatore”?

E quindi cosa si può fare? Intanto provare a scovare questo sabotatore. Non è un compito facile, sicuramente può servire un aiuto da una persona competente. Attraverso un percorso di psicoterapia e crescita personale possiamo diventare consapevoli delle nostre parti per poi poterle rendere più armoniose e coerenti tra loro.

A cura di Simona Sciacca